Perché non basta creare una pagina professionale e fare video per avere clienti.

Questa è l’era del personal branding. Non importa quanti anni tu abbia, che lavoro tu faccia, tutti noi abbiamo bisogno di creare il nostro brand personale

Cos’è il personal branding? È dare visibilità a ciò che fai e a come lo fai. Che tu sia un dipendente d’azienda o un libero professionista, se sei bravo a fare ciò che fai e se sei appassionato, dare il tuo contributo al mercato del lavoro è fondamentale. Costruire il tuo personal brand ti apre le porte e può aiutarti a creare relazioni generative con altri professionisti come te, e con i tuoi futuri clienti.

Se cerchi il tuo nome su Google cosa viene fuori? Se la risposta è niente, probabilmente, non hai curato il brand di te stesso.

Come fare?

Sviluppare un piano di personal branding non è facile, richiede lavoro e, soprattutto, una visione.

Non basta dirsi: “voglio essere popolare online”. La domanda da porsi è: “in che modo, col mio talento, con i miei servizi o prodotti posso apportare valore alla società in cui vivo e a me stesso”?

Se parti da questa domanda, farai prendere al tuo branding la giusta direzione ed eviterai di proporre contenuti vuoti o cose già viste, e soprattutto partirai dal primo caposaldo: te stesso. Attento però, ciò che proponi deve essere assolutamente coerente con la persona che sei.

Il mercato del lavoro è in continua evoluzione e il mondo digitale e i social in particolare, hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare. Oggi, grazie al web, abbiamo l’opportunità di esprimere il nostro talento, la nostra passione e fare business. I social network, per esempio, ci aiutano a promuovere e rendere visibile ciò che facciamo e a trovare clienti.

Se hai sempre vissuto da dipendente anonimo di un’azienda lavorando per un marchio specifico, che magari nemmeno ti rispecchiava, e hai deciso di intraprendere la strada della libera professione, creare basi solide per il tuo personal branding è di fondamentale importanza.

È innegabile che oggi, grazie al web, siamo diventati più selettivi. Scommetto che almeno una volta, se non molto spesso, prima di prenotare un tavolo al ristorante sei andato a leggere le recensioni, a guardare le foto dei piatti e ad informarti sui prezzi. Non è così? 

Prima di acquistare un prodotto e fartelo spedire a casa, leggi le caratteristiche tecniche e ti basi sulla valutazione degli altri acquirenti. Sbaglio?

Così scegliamo anche i professionisti. O ci vengono caldamente raccomandati da persone di fiducia, che ci hanno mostrato risultati concreti del loro lavoro, oppure ci informiamo online sui loro profili social. Più cose posso leggere di quel professionista, in linea con ciò che voglio, più mi fido e più sale la probabilità che diventi suo cliente.

Come si costruisce una credibilità sempre maggiore? Il confine tra ciò che sei e il modo in cui appari online deve essere sempre più sottile. Devi mostrarti per ciò che sei, comunicare i tuoi valori, scegliere i tuoi clienti, rivolgerti a loro, fornire servizi che aiutino le persone a raggiungere i propri obiettivi, risolvere problemi, massimizzare i propri guadagni, fare di più con meno e così via.

Il mago di turno dirà: “Che ci vuole, faccio i video e li metto online. I clienti arriveranno da soli”.

Mi dispiace deluderti. Non basta apparire sui social e lanciare i tuoi prodotti o servizi, non basta fare video in cui spieghi cosa offri e postare le tue foto finto-spontanee per creare engagement. Se parti con questa convinzione, parti proprio male. Ti ritroverai con un pugno di fan, amici tuoi, che ti incoraggiano per pietà, qualche richiesta di preventivo dopo aver attivato costose sponsorizzazioni e zero clienti.

Le persone si sono stancate di vedere promozioni perfette, video ovunque per poi constatare che non vi è autenticità

Se sei appassionato di un determinato argomento, ti sei formato e potresti essere un’autorità in merito, questo è il momento giusto per contribuire a creare valore nel mercato del lavoro.

Oggi il mercato del lavoro è saturo. Sei un ingegnere aerospaziale? Ce ne sono a migliaia. Sei un cuoco? Non ne parliamo. Parli cinese? Potevi fare la differenza 20 anni fa, ora 17.500 sono solo i ragazzi italiani che studiano cinese alle scuole superiori e il dato è del 2017. Figuriamoci.

Durante le mie formazioni e consulenze mostro questa immagine come metafora del mercato del lavoro.

Bella vero? Ti viene voglia di tuffarti? Credo proprio di no.

Le emozioni più frequenti che i miei clienti mi rimandano guardando questa foto sono: angoscia, ansia, paura, avvilimento. Eppure sono proprio le emozioni che prova, all’inizio, chi decide di lanciarsi nel mercato del lavoro e lasciare la vita del “dipendente” con lo stipendio fisso ogni mese. 

Il cambiamento è un processo, più o meno complesso, che porta la persona a fare scelte, prendere decisioni anche difficili, fare qualche sacrificio, informarsi, formarsi, sperimentare, analizzare, darsi feedback e, soprattutto, lavorare sodo con l’obiettivo di realizzarsi come persona e come professionista. E come per ogni bruco che diventa farfalla, il cambiamento è terrificante all’inizio, disorientante nel mezzo e splendido alla fine.

Per questo motivo con realismo e senza troppi fronzoli dobbiamo ammettere che c’è da lavorare e che prima di lanciarti in quel mare è necessario fissare al suolo ben 7 pilastri per fondare il tuo personal brand, renderlo autentico ed incrollabile.  

  1.     La tua storia
  2.     Il tuo cliente
  3.     La tua soluzione
  4.     Il tuo enunciato di valore
  5.     Il tuo martello visivo
  6.     Il tuo copy
  7.     I tuoi canali

Nel prossimo articolo ti spiegherò in cosa consistono questi 7 pilastri, capisaldi delle mie consulenze.

Nel frattempo se desideri parlarmi del tuo progetto e iniziare a fondare l’impero che porterà il tuo nome, contatta la segreteria di KRM S.r.l.Key Relationship Management e chiedi una prima consulenza gratuita con me.

 

Ciao, sono Filomena Abruzzo, spero che questo articolo ti sia piaciuto.
Lasciami un commento e sarò felice di risponderti.
A presto!

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